Archivio per la categoria Comunicazione

CERCHIO – TONALITE – PRODUCT CATALOGUE

CERCHIO – TONALITE – PRODUCT CATALOGUE

SERIE CERCHIO | TONALITE SPA | PRODUCT CATALOGUE PRODUCT CATALOGUE La ricerca delle forme, delle linee, delle geometrie appartiene alla storia di Tonalità Spa. L’origine della parola Geometria, dichiara con chiarezza come le relazioni matematiche fra gli elementi siano capaci di dare ordine e bellezza alla “terra”, elemento primario della materia ceramica. Cerchio, quadrato, triangolo, rettangolo e i loro derivati appartengono a quel bagaglio estetico e incoscio comune. La serie “Geometria” per enfatizzare la semplicità e quindi la purezza delle forme, ha lavorato, perla prima volta, sulla tridimensionalità dell’elemento ceramico e sulla scomparsa visiva del materiale di giuntura fra elemento ed elemento (la stuccatura). L’estrusione della forma prescelta, di volta in volta fra quelle “pure”, permette non solo di dare spazialità al piano ma allo stesso tempo di lavorare tecnologicamente in sezione al fine di coprire lo stucco di qualsiasi colore o spessore che farebbe perdere l’equilibrio e l’immagine eterea della forma pura.

Caffè Pontevecchio Product Catalogue

Caffè Pontevecchio Product Catalogue

PNP GROUP | CAFFE’ PONTEVECCHIO FIRENZE | PRODUCT CATALOGUE PRODUCT CATALOGUE L’Italia è il paese che ha il maggior numero di Siti Unisco – Patrimonio dell’Umanità nel Mondo. Firenze ha il 50% delle Opere d’Arte del Mondo. L’Italia è una parte importante della Storia dell’Umanità. Firenze ha il 50% delle Opere d’Arte d’Italia. Firenze ha il 25% delle Opere d’Arte del Mondo. Firenze quindi racchiude in sé l’Arte del Gusto e della Bellezza declinando, con la creatività, il Sapore della Storia. La Toscana è la rappresentazione della Bellezza nelle sue infinite declinazioni naturali attraverso l’Equilibrio delle forme e dei colori che cambiano con il cambiare delle stagioni. La Toscana è la Sintesi del Gusto in tutte le sue manifestazioni naturali e di creatività. Firenze rappresenta lo scrigno segreto che contiene il lusso del gusto. La Bellezza nell’Arte come nell’Architettura fiorentina ha delle regole a volte esplicite , a volte nascoste che la rendono oggettivamente unica. L’Equilibrio della Bellezza è costruito sui rapporti fra le parti e il tutto capaci di dare emozioni e stimoli sensoriali. Il Gusto della Bellezza a Firenze si assapora camminando fra le Opere d’Arte materiali e immateriali. Il caffè non è solo un piacere da gustare singolarmente, Il caffè rappresenta l’incontro, il relax, la conoscenza, l’amore fra le persone. Il caffè si vive intensamente dentro la città e Firenze racchiude come uno scrigno segreto i luoghi dove gustare il Caffè PonteVecchio-Firenze. Caffè Pontevecchio nasce dalla torrefazione di arabica e robusta di altissima qualità selezionata accuratamente dal nostro team di esperti. Le materie prime provengono dai maggiori paesi produttori del mondo. L’acquisto, dopo un controllo organolettico ed il cap test sul posto deve corrispondere agli altissimi standard qualitativi dell’azienda. La lavorazione è italiana con sistemi tradizionali sotto il controllo attento delle macchine assistito dall’esperienza umana insostituibile.

Caffè Pontevecchio Design Concept

Caffè Pontevecchio Design Concept

PNP GROUP | CAFFE’ PONTEVECCHIO FIRENZE DESIGN CONCEPT Un caffè non è una bevanda ma un modo di stare insieme con se stessi e con gli altri. Il caffè è un luogo dove Benessere, Bellezza, Luce, Ombra, Gusto e Piacere si uniscono a creare uno spazio fisico e mentale. Quando lo spazio assume tutte queste pennellate di colore e sapore diventa un luogo, un’identità e può così rappresentare la Storia nelle sue manifestazioni di Arte, Bellezza e Gusto. Caffè Ponte Vecchio, oltre ad essere un caffè Italiano di alta qualità, è quindi un con- cetto preciso di Benessere e Bellezza. E’ un progetto globale che coinvolge ogni sfaccettatura del Bello e trova fino nei dettagli un richiamo all’idea forte che è alla base del Caffè Ponte Vecchio, ovvero Firenze. Firenze nel mondo rappresenta la Bellezza, l’Equilibrio, la Storia, l’Eleganza, la Moda, l’Arte ed è Patrimonio di tutto il mondo, è Patrimonio Unesco dell’Umanità. Caffè Pontevecchio Firenze vuole rappresentare, nei sui luoghi di eccellenza, dove gustare il sapore unico di un caffè di qualità, questo equilibrio di forme, colori e sapori attraverso spazi interni dedicati al benessere della persona e al suo piacere nel gusto dell’aroma unico. Nel Luogo Ponte Vecchio Caffè i colori sono sfumati e forti allo stesso tempo, ma tutti in Equilibrio con l’atmosfera dedicata al caffè e quindi con le infinite sfumature dei colori del caffè e della terra di origine, la terra Toscana di color bruno intenso.

ARX Progetti

ARX Progetti

ARX PROGETTI I PAOLO DI NARDO RICOMINCIARE OGNI VOLTA DA CAPO Non è semplice tratteggiare un’unica e coerente linea di lettura all’interno dell’opera di Paolo Di Nardo. Se questo è oggettivamente e naturalmente difficile, visto i toni liquidi e senza confini del nostro presente, lo è ancora di più nella multiforme complessità che abita il suo itinerario progettuale. E’ nella natura dell’uomo concepire il pensiero attraverso precise categorie di appartenenza. Anzi è dimostrato, che prima di sviluppare una sensazione o un’immagine, l’uomo produce una bipolarità fatta di opposti, all’interno della quale poi colloca e rende autonomo ogni suo singolo termine. Quindi l’operazione della categorizzazione è necessaria ai più intimi meccanismi di cognizione e trasmissione della realtà. A questa realtà l’uomo aderisce consolidandosi in appartenenze, reciprocità e opposizioni, che sono alla base della sua condizione e del suo divenire. Anche da un punto di vista progettuale è possibile parlare di appartenenze. Appartenenza a categorie formali, linguistiche, tematiche, spaziali, tipologiche, figurali, ovvero l’adesione ad aspetti che mettono in attinenza l’operatività compositiva alle molte variabili che in essa si registrano, raggruppandole in una sorta di statuto fondativo e operativo che riporta l’idea della dimensione scientifica nel fare architettura. Molte volte queste appartenenze, se da un lato funzionano come guida perché al loro interno si consolida un sapere che può diventare tradizione, dall’altro lato possono minare la libertà evolutiva, singola e collettiva. Quindi ideale appare la taratura mediata dei parametri di continuità a quelli dell’innovazione, fusi in un equilibrio che solo così può essere evolutivo. Illuminante a riguardo, è stata certa parte della lezione italiana che dal dopoguerra in poi si è sforzata di portare avanti con declinazioni diverse, l’idea di un’inesorabile mutazione nello spessore delle acquisizioni consolidate e che ha avuto la forza di evolvere senza modificare il senso di ogni processo formale. Spesso però anche questa visione viene soverchiata da facili perimetrazioni, grazie alle quali è molto più agevole operare all’interno del rassicurante consenso dato dell’appartenenza, nel recinto protetto di una identità che può essere pericolosamente risolta in se stessa, che non dentro l’interno dell’incerto territorio dell’apertura e della relazione. Pur nella sua evidente versatilità progettuale, credo che l’itinerario di Paolo Di Nardo abbia privilegiato questa ultima strada, snodandosi attraverso l’accoglienza della diversità, piuttosto che aderendo a stantie dinamiche di appartenenze letterali, riconducibili ai tratti di possibili filoni, alle modalità di maniere, ai meccanismi di tendenze, alle riconoscibilità del linguaggio, alla ripetizione di cifre, approdando ad una ricerca personale delle ragioni marcatamente condivisibili. Spesso però, quando si lascia l’appartenenza si può incedere nel rischio di sforare nella dimensione istintiva, quasi autobiografica, toccando tonalità che possono non essere propriamente disciplinari. Il suo lavoro invece, esclude vivacemente questo pericolo, solcando lo spazio prezioso della mediazione tra l’essere contemporaneamente codice e infrazione, “servizio” e “sogno”. Anche se a volte può apparire a tratti dispersivo, forse eclettico, a volte ridondante, esso appare nella sostanza sempre e soltanto rigorosamente vero, perché capace di confronto e di colloquio con i fatti vitali dell’esistenza.

Black and White

Black and White

BLACK AND WHITE I CUBA LIBRE TRAME DI UN RACCONTO Trame di un racconto. Non sempre un’immagine, un diaframma, un evento possono lasciare forme di indelebile lettura di stati emotivi, di connessioni temporali, di spazi velati e in filigrana, di movimenti nascosti. Questi aspetti legati alla lettura ed alla conoscenza di un luogo, di uno spazio, di una persona, di un’ombra, di un angolo, di un sorriso sono quelle tracce che amplificano un “racconto”. La ricerca emotiva ed anche scientifica di tracce di conoscenza sono il fondamento di un tendere verso il “racconto” superando la staticità di un’immagine, la peculiarità di un diaframma, la relatività di un evento. Si può quindi fermare un’immagine, senza raccontarla poiché esiste un limite nascosto fra l’arte del racconto e la testimonianza di un momento. Chi osserva le immagini di Simone Mastrelli viene trasportato dal racconto accompagnato da tutte quelle tracce di esistenza che solo chi sa usare lo strumento fotografico sa cogliere, ma soprattutto comunicare. In Mastrelli si supera il soggettivo “mi piace” perché il racconto è un linguaggio universale non detto, né scritto, ma sottinteso nell’esistenza umana. Chi dipinge, chi esegue un brano musicale, chi progetta architettura al livello del “racconto” sa usare la “macchina” come prolungamento della propria sensibilità, come occhio del proprio cervello. Simone Mastrelli con la fotografia non indaga, non fa giornalismo dell’attimo, ma trasporta con il mezzo artificiale i capitoli di un libro esistenziale fatto di diaframmi in sequenza. Molte immagini sono accompagnate dall’architettura: come sfondo, come soggetto, come limite di un’immagine. Le sue foto vanno però oltre questo ruolo nella composizione del tutto, riescono a trasformare in architettura, nel senso più nobile del termine, l’edilizia, quella fatta di finestre, cancellate, porte, intonaci, mattonelle. Ciò è possibile perché anche questi aspetti della vita sono momenti nobili di un “racconto”. Non a caso l’oggetto del “racconto” nell’occhio di Mastrelli è Cuba, perché, più di ogni altro, questo paese è permeato da infiniti aspetti del “racconto”. Solo chi si lascia trasportare dalle molteplici sfaccettature di questa terra può coglierne la ricchezza. Ma c’è chi riesce ad andare oltre fermandone i colori esterni ed interiori. Il bianco e nero diventa colore dentro gli occhi di chi osserva le sue fotografie. Simone Mastrelli ci consegna con discrezione le tracce, le trame di un “racconto” lasciando che sia il nostro mondo interiore a trasformarle in colore.

Urban Codec

Urban Codec

URBAN CODEC | DECODIFICA DELLO SPAZIO URBANO DECODIFICA DELLO SPAZIO URBANO PER LA CODIFICA DEL SUO DESIGN Centro Storico di Firenze. II Centro Storico di Firenze, chiuso all’interno della cerchia dei viali tracciati sulle vecchie mura medievali, è stato iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale nel 1982 durante la sesta sessione del comitato Patrimonio Mondiale UNESCO. Il Centro Storico di Firenze – in quanto centro propulsore del Rinascimento Italiano – è stato inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale in quanto rappresenta un capolavoro del genio creativo umano della Lista del Patrimonio Mondiale, mostra un importante scambio di valori, in un periodo o in un’area culturale del mondo, negli sviluppi dell’architettura e delle tecnologie, dell’arte monumentale, urbanistica o paesaggistica, è un eccezionale esempio di un tipo di costruzione o di complesso architettonico o tecnologico o paesaggistico, testimonianza di importanti tappe della storia umana, ed è direttamente o materialmente legato ad eventi o tradizioni in vita, con idee, con credi, con lavori artistici o letterari d’eccezionale valore universale.

ARCHIVIO POST123