Park Colle val d’Elsa

PARCHEGGIO INTERRATO | A BACÌO | COLLE VAL D’ELSA | 2004

CONCEPT | METAMORFOSI DEL TORRIONE

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SCHEDA PROGETTO | DATI

LUOGO | Colle di Val d’Elsa

TEMA | Parcheggio interrato e sistemazioni esterne

PROGETTO ARCHITETTONICO | P. Di Nardo con T. Bertini, D. Santini, M. Taddei

COMMITTENTE | Colle Promozione

IMPORTO LAVORI | Euro 3.500.000

DIMENSIONE INTERVENTO | 100 posti auto

PRESTAZIONI PROFESSIONALI | Progetto di massima, definitivo, esecutivo

DESCRIZIONE DEL PROGETTO | MODALITA’ DI INTERVENTO

La Fantasia, secondo l’insegnamento di Bruno Munari, è la capacità di fare sintesi di elementi afferenti a campi semantici distinti e distanti. Il progetto del parcheggio di Colle Val D’elsa è anche questo: un affascinante esercizio di fantasia. La funzione parcheggio sposta la forma circolare del Torrione di Colle Alta, l’obelisco che lo sovrasta si trasforma in albero, la vegetazione spontanea che lo ricopre diventa manto erboso. La metamorfosi del Torrione è la matrice di un’architettura a impatto ambientale estremamente ridotto. Il risultato è un elemento urbano e organico al tessuto esistente, per forma e cromatismi, e per il semplice e felice inserimento nella morfologia del terreno, tra la zona costruita e il fondo valle. L’appalto di concorso per la realizzazione di un parcheggio interrato definisce tutti gli aspetti funzionali ed economici dell’intervento finalizzati a rendere non solo più accessibile il centro storico di Colle Val d’Elsa ma allo stesso tempo di vitalizzare questa parte inaccettabile della città. Questo fronte di Colle antico con i suoi “retri” dà come le spalle al contesto quasi ad evocare mura di difesa e la prima ricerca progettuale è stata proprio quella di non nascondere il parcheggio ma di emergerlo ad architettura per definire come una nuova parte contemporanea della città. Ecco quindi l’espediente della citazione architettonica del bastione che per forma e funzione si pone come elemento riconoscibile di questa parte di Colle.
Il traghettatore di questa citazione contestuale è stata l’ironia espressa nel fumetto allegato alla presentazione del progetto capace di rendere evidente il passaggio formale e allo stesso tempo di rendere semplice il legame con una appartenenza che in questa parte di città è come nascosta dai retri delle abitazioni. Lo stesso “scambio” fra l’obelisco e l’albero sottintendono in realtà una ricerca tecnico funzionale di areazione naturale capace non solo di rendere gradevole il parcheggiare ma di abbattere notevolmente i costi impiantistici di aereazione forzata. Il mantenimento del “rifiuto” da parte della Città Storica nei confronti di ciò che è esterno è stata l’informazione progettuale che ha innescato il progetto compositivo. Il volume costruito è infatti invisibile a chi osserva dal centro storico. La morbida forma del parcheggio circolare emerge dal terreno sovrastante solo in una porzione di fondo valle attraverso una familiare rassicurante cortina in mattoni facciavista.

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